Polisportiva Santa Maria, Masocco: “Per tutti sono un Ninja. Il gruppo è la nostra forza”

Campionato fermo, allenamenti fermi. Tutto fermo. E noi allora ne approfittiamo per conoscere un pò meglio i nostri calciatori. Oggi tocca a Juri Masocco, centrocampista dal curriculum invidiabile per la categoria. Arrivato nel mercato di gennaio, Masocco è entrato facilmente nelle gerarchie di Pirozzi che spesso lo alterna con Simonetti in cabina di regia. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria?

“Una gran bella esperienza. Avevo voglia di stimoli, e credo che vincere un campionato o per lo meno cercare di vincerlo in una cittadina sul mare come Santa Maria è molto stimolante.”

Qual è l’arma vincente, secondo te, di questa squadra?

“Sicuramente il gruppo, prima uomini poi calciatori. Sacrificio, dedizione al lavoro e voglia di migliorare giorno dopo giorno. Poi, ovviamente, c’è anche bisogno di qualità, cosa che di sicuro non ci manca.”

Come nasce la tua passione per il calcio?

“Fin da piccolo. Ricordo che attraversavo un prato, un torrente e mi ritrovavo in un rettangolo di sabbia. Ho iniziato lì.”

Qual è il tuo momento calcistico più bello che puoi raccontarci?

“Non ne ho avuti tanti, però posso dirti l’esordio in Serie C con il Teramo a Mantova e la finale con l’Agropoli contro il Brindisi, anche se non è andata bene. E’ stato comunque bello giocare davanti a una grande e bella cornice di pubblico.”

A quale calciatore t’ispiri?

“Tutti mi chiamano Ninja o Radja, non so se per somiglianza o per caratteristiche. Amo un paio di calciatori, come Ibrahimovic per personalità e forza. Credo che mi avvicini di più a Nainggolan, mi piace molto e starebbe bene in qualsiasi squadra.”

Cosa fai quando non dai un calcio a un pallone?

“Il calcio, oltre ad essere un lavoro, è tutto. Vivo per il calcio.”

Il tuo messaggio in un momento così delicato per tutta la nostra Nazione?

“Questa situazione spero passi in fretta, stiamo vivendo un incubo. Mi auguro di ricordare tutto ciò come un bruttissimo ricordo, sperando che tutte le persone che stanno lavorando per noi  come dottori, imprenditori e cassieri dei supermercati trovino al più presto quello che serve per uccidere questo virus.”

Polisportiva Santa Maria, Giannella: “Quarant’anni in giallorosso. Il calcio deve trasmettere valori”

Campionato fermo, allenamenti fermi. Tutto fermo. E noi allora ne approfittiamo per conoscere un pò meglio i nostri calciatori, e anche chi fa parte del settore giovanile giallorosso. Oggi tocca a Domenico Giannella, coordinatore del settore giovanile giallorosso. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria.

“La mia esperienza con questa maglia parte da molto lontano. Tesserato come giovanissimo nella scuola calcio prima, tesserato prima squadra nonché tecnico dopo, oggi referente del settore giovanile. Indosso con orgoglio i colori giallorossi da sempre, eccezion fatta per alcune parentesi, la maglia della Polisportiva è la mia seconda pelle. Ho ricordi indelebili di questa esperienza quarantennale che solo chi ama il calcio può comprendere realmente; posso raccontare migliaia di episodi e aneddoti che hanno arricchito la mia vita attraverso il calcio, e grazie a tantissime persone che hanno fatto parte di questo percorso, molte delle quali caratterizzano ancora oggi la mia quotidianità in quanto amici più di sempre”.

Qual è l’arma vincente, secondo te, per la costruzione di un settore giovanile fruttuoso ed efficiente?

“Sicuramente è necessario avere delle strutture logistiche ed organizzative di buon livello che ti consentano di lavorare con professionalità attraverso il supporto di tecnici altamente qualificati, al servizio dei ragazzi e capaci di trasmettere la passione di uno sport che ha un grandissimo potere aggregante ed educativo. Bisogna creare una mentalità vincente che vada oltre i risultati del campo e che sia spendibile nella vita di tutti i giorni”.

3) Come nasce la tua passione per il calcio?

“Io appartengo a quella generazione non lontanissima per la quale il “Super Santos” era l’unico“status symbols”. Uscire per giocare a calcio era il modo per stare insieme agli amici all’aperto. C’era una partita prima di entrare in classe la mattina, una all’uscita, un’altra dopo aver studiato e un’altra dopo cena. Il calcio era il nostro unico svago, pretesto essenziale per trascorrere in armonia le nostre giornate”.

Qual è, secondo te, l’aspetto più importante da trasmettere ai ragazzi?

“L’aspetto più importante da trasmettere ai bambini più piccoli è quello prettamente ludico dove il gioco, inteso come attività spensierata senza condizionamenti, deve prevalere sempre su qualsiasi altro aspetto; mentre i ragazzi che già svolgono attività agonistica, devono comprendere la forza del gruppo e della sana competizione, credendo fortemente in ciò che si fa attraverso sacrificio e abnegazione. Il tecnico del settore giovanile deve essere l’esempio per i ragazzi , capace di trasmettere, sin da piccoli, l’amore per questo gioco, attraverso il rispetto di tutte le componenti che fanno parte del calcio”.

In cosa bisogna migliorare in Italia per quanto riguarda la valorizzazione dei giovani?

” I giovani in Italia possono migliorare se comprendono che per aspirare a giocare a calcio a certi livelli bisogna sacrificarsi giorno per giorno, essere disposti a privarsi di tanti fattori e libertà che non fanno bene al calcio ma che inevitabilmente sono parte integrante della vita dei giovani”.

Cosa bisognerebbe instaurare, secondo te, per potenziare ancor di più il settore giovanile italiano?

“Per migliorare il settore giovanile, credo che sia necessario rivedere soprattutto gli aspetti di natura tecnica. Le sedute di allenamento dovrebbero essere studiate e organizzate con una didattica adeguata al gruppo squadra, attraverso proposte con obiettivi e contenuti che vanno a determinare la formazione tecnico-tattica e psico-fisica del calciatore. Per questo ogni allenatore deve porsi sempre una serie di quesiti per pianificare un allenamento, andando a costruire esercitazioni che si collegano tra loro e hanno come direzione la continua interpretazione del gioco e la crescita del singolo. Abbandonare la voglia sfrenata del risultato e mettersi al servizio dei ragazzi, rispettandone capacità e competenze”.

Un consiglio ai bambini su cosa fare a casa durante l’emergenza coronavirus?

“In questo periodo stiamo vivendo un momento triste a 360° perciò il mio invito è quello di non abbattersi perché bisogna assolutamente andare avanti senza arrendersi proprio come avviene in una partita di calcio che inizia non a proprio favore. Particolarmente adesso, noi tutti ci stiamo rendendo conto di quanto sia importante stare insieme e nel nostro caso correre dietro a un pallone, magari anche sgonfio ma che ci dia la possibilità di giocare, correre e vivere in maniera libera ogni istante come ogni bambini si merita!”

Polisportiva Santa Maria, Giletta: “Prima volta fuori di casa. Alisson e Buffon due modelli”

Campionato fermo, allenamenti fermi. Tutto fermo. E noi allora ne approfittiamo per conoscere un pò meglio i nostri calciatori. Oggi tocca a Simone Giletta, portiere classe 2002. Giletta, nelle gerarchie di Pirozzi, è il vice di Grieco, ma tutte quelle volte che è stato chiamato in causa ha sempre risposto con grande professionalità. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria?

“Prima volta fuori di casa, ma direi indimenticabile. Fin dal primo momento mi sono trovato bene grazie anche ai compagni, fondamentali e sempre a disposizione.”

Qual è l’arma vincente, secondo te, di questa squadra?

“Secondo me l’arma vincente di questa squadra, come secondo me tutti pensano, è l’unione e la voglia di fare sempre uno scatto in più per il compagno in difficoltà.”

Come nasce la tua passione per il calcio?

“La mia passione per il calcio c’è fin da piccolo, anche se prima di fare il portiere ho fatto ciclismo. Poi passato in porta non sono più voluto uscire.”

Qual è il tuo momento calcistico più bello che puoi raccontarci?

“Sicuramente sono tutti belli, ma uno in particolare che mi viene in mente è l’esordio in Eccellenza inaspettato, e il campionato regionale vinto con la mia ex squadra a Torino.”

A quale calciatore t’ispiri?

“In campo non mi ispiro a nessuno, però se devo dire due portieri che mi piacciono tanto dico Alisson e Buffon.”

Cosa fai quando non dai un calcio a un pallone?

“Quando non calcio un pallone esco con i miei amici o resto in famiglia.”

Il tuo messaggio in un momento così delicato per tutta la nostra Nazione?

“Sicuramente come dicono tutti. Restiamo a casa!”

Polisportiva Santa Maria, Konios si racconta: “Grazie a tutti i miei compagni. A 8 anni il mio momento più bello”

Campionato fermo, allenamenti fermi. Tutto fermo. E noi allora ne approfittiamo per conoscere un pò meglio i nostri calciatori. Oggi tocca a Rafail Konios, terzino sinistro greco classe 2001 arrivato a gennaio dal Paylos Melas. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria?

“La mia esperienza con il club è molto positiva, anche grazie a tutti i miei compagni che mi hanno aiutato soprattutto con la lingua italiana e ovviamente anche in campo.”

Qual è l’arma vincente, secondo te, di questa squadra?

“La forza di tutta la squadra è lo spirito di sacrificio nel fare sempre una corsa in più per il compagno in difficoltà.”

Come nasce la tua passione per il calcio?

“La mia passione per il calcio è nata fin da piccolo quando mio padre mi ha portato a provare questo sport e non l’ho mai più cambiato. Il calcio mi dà emozioni molto forti.”

Qual è il tuo momento calcistico più bello che puoi raccontarci?

“Il mio ricordo più bello è quando all’età di 8 anni sono stato confermato dal Paok Salonicco dopo la settimana di prova.”

A quale calciatore t’ispiri?

“Personalmente non mi ispiro a nessuno, però se devo dire un giocatore dico Marcelo del Real Madrid.”

Cosa fai quando non dai un calcio a un pallone?

“Quando non gioco a calcio di solito esco con amici oppure sto con la mia famiglia.”

Il tuo messaggio in un momento così delicato per tutta la nostra Nazione?

“Restiamo a casa e tutto tornerà alla normalità!”

Polisportiva Santa Maria, Pellegrino: “Qui sono cresciuto. Nei momenti difficili siamo ancor più gruppo”

Campionato fermo, allenamenti fermi. Tutto fermo. E noi allora ne approfittiamo per conoscere un pò meglio i nostri calciatori. Oggi tocca ad Alessandro Pellegrino, attaccante mobile e soprattutto adattabile anche come sterno di un 4-3-3, modulo prediletto da Pirozzi. Pellegrino non un vero e proprio bomber di razza, ma svolge un ruolo determinante affinché si aprano i giusti varchi per gli inserimenti dei suoi compagni. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria?

“E’ un’esperienza molto costruttiva. Mi sta facendo crescere sia come calciatore che come persona per il semplice fatto di essere un gruppo di ragazzi di alto livello che ti fanno dare sempre il 100%”

Qual è l’arma vincente, secondo te, di questa squadra?

“L’arma vincente è proprio il gruppo, perché credo che abbiamo dato prova che nei momenti più difficili, uniti tutti insieme siamo riusciti a superare molti ostacoli durante questo percorso.”

Come nasce la tua passione per il calcio?

“La mia passione nasce proprio da piccolino. A 4 anni già facevo parte della scuola calcio, una passione che viene da dentro innamorato di quel pallone e di quel rettangolo di gioco.”

Qual è il tuo momento calcistico più bello che puoi raccontarci?

“Il mio momento più bello credo sia l’anno in cui con il Faiano riuscimmo a centrare la storica qualificazione ai playoff. Con quella squadra abbiamo scritto una pagina di storia di una società che prima di quel momento non era mai arrivata ad un traguardo come l’Eccellenza!”

A quale calciatore t’ispiri?

“Per me sono 2, perché entrambi fanno un lavoro encomiabile lì davanti. Mi riferisco a Cavani e Benzema!”

Cosa fai quando non dai un calcio a un pallone?

“Cerco di mantenermi in forma andando in palestra, e gestisco un ristorante con mio fratello.”

Il tuo messaggio in un momento così delicato per tutta la nostra Nazione?

“Credo che tutti abbiamo già detto abbastanza. Non ci sono parole per descrivere quello che sta accadendo in Italia e in tutto il mondo. L’unico messaggio è quello di restare a casa!”

 

Polisportiva Santa Maria, palla ad Itri: “Vincere campionati è emozione pura. Qui è tutto speciale”

Campionato fermo, allenamenti fermi. Tutto fermo. E noi allora ne approfittiamo per conoscere un pò meglio i nostri calciatori. Oggi tocca ad Alessandro Itri, difensore centrale inamovibile dal quartetto difensivo schierato da Pirozzi. Itri, dalla sua parte, può vantare anche un’importante mancino che lo rende indispendabile in fase d’impostazione. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria?

“La mia esperienza con la Polisportiva è iniziata due anni fa con la chiamata del direttore Guariglia. Ho parlato anche con il Presidente Tavassi e il Vice Presidente Carrano, inseguito a tutti i componenti della società. Mi è bastato veramente poco per capire che persone fossero, e ho prontamente dato la mia disponibilità al progetto.”

Qual è l’arma vincente, secondo te, di questa squadra?

“Il gruppo è la nostra arma vincente. Tutti si mettono a dispozione dell’allenatore, accettando le scelte per far sì di arrivare all’obiettivo comune. Poi l’organizzazione della società che non ci fa mancare mai niente. Penso che il rispetto dei ruoli è fondamentale in questa categoria.”

Come nasce la tua passione per il calcio?

“La mia passione nasce da piccolino quando andavo a vedere le partite della mia squadra del cuore, la Salernitana.”

Qual è il tuo momento calcistico più bello che puoi raccontarci?

“Ce ne sono tanti, ma quando si vince un campionato è sempre qualcosa che si ricorderà sempre. Ho avuto la fortuna di vincerne due negli ultimi tre anni in Calabria. Spero di vincerlo anche qui a Santa Maria, sperando che si possa continuare e giocare le ultime sette partite. Ce lo meritiamo tutti questo titolo.”

A quale calciatore t’ispiri?

“Il calciatore degli ultimi anni che mi ha impressionato è Sergio Ramos del Real Madrid. Mi piace molto come tipo di difensore.”

Cosa fai quando non dai un calcio a un pallone?

“Il tempo libero lo passo con la mia famiglia, con i figli soprattutto dove cerco di dargli l’educazione che ogni genitore può dare ai suoi figli.”

Il tuo messaggio in un momento così delicato per tutta la nostra Nazione?

“Il messaggio è sicuramente per medici e infermieri che in questi ultimi giorni si stanno massacrando dal lavoro privandosi di tutto solo per fare andare avanti la Nazione. Spero che tutti noi possiamo uscire fuori da questa situazione al più presto.”

 

Polisportiva Santa Maria, De Sio: “Caparbietà e grinta. La maglia della Nazionale il mio ricordo più bello”

Campionato fermo, allenamenti fermi. Tutto fermo. E noi allora ne approfittiamo per conoscere un pò meglio i nostri calciatori. Oggi tocca a Rosario De Sio, mezzala di centrocampo, esterno basso o alto, insomma un vero e proprio jolly per mister Pirozzi che difficilmente rinuncia alla sua dinamicità. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria?

“E’ il secondo anno che faccio parte di questa splendida famiglia, e per me è grande onore. Società fatta di uomini veri e persone sulle quali puoi sempre contare. Per me è motivo d’orgoglio rappresentarla.”

Qual è l’arma vincente, secondo te, di questa squadra?

“L’arma in più è lo spogliatoio. Siamo una grande famiglia e andiamo tutti d’accordo. E’ difficile creare uno spogliatoio così, poi con uno showmen come Landolfi nello spogliatoio è difficile non divertirsi!”

Come nasce la tua passione per il calcio?

“La mia passione per il calcio nasce da quando ero piccolo. Ho iniziato la scuola calcio a soli tre anni e mezzo, con il gruppo dei ragazzi più grandi di me. Il mister diceva sempre di stare attenti al “piccolino”, però io già a quell’età mi buttavo ovunque tra scivolate e botte!”

Qual è il tuo momento calcistico più bello che puoi raccontarci?

“Il momento calcistico più bello è stato quello di indossare la maglia della Nazionale. Quella credo sia la scena che non dimenticherò mai nella mia vita.”

A quale calciatore t’ispiri?

“Nel calcio mi sono sempre piaciuti Javier Zanetti e Nainggolan. Zanetti per la sua classe e  l’essere leader trascinatore, di migliorarsi sempre. Nainggolan, invece, per la sua cattiveria agonistica, grinta, caparbietà, il non mollare mai su nessun pallone.”

Cosa fai quando non dai un calcio a un pallone?

“Quando non do a calci un pallone coltivo un altro mio hobby che è la palestra, o giocare alla Play Station con i miei amici, o vedere una serie tv su Netflix.”

Il tuo messaggio in un momento così delicato per tutta la nostra Nazione?

“Il messaggio che voglio dare alla nostra Nazione è quello di non mollare, di rispettare le restrizioni che ci sono state date. Solo così possiamo uscire al più presto da questa situazione. Restiamo a casa!”

Polisportiva Santa Maria, Della Torre: “Qui sono a casa. Siamo un gruppo speciale”

Visto lo stop ai campionati per via dell’emergenza coronavirus che sta colpendo tutta l’Italia, la Polisportiva Santa Maria ha deciso di tenere compagnia ai propri tifosi attraverso delle interviste ai calciatori. A rilasciare il suo pensiero ai nostri microfoni è il giovane Lorenzo Della Torre, centrocampista classe 2002 sbocciato dal settore giovanile giallorosso e che pian piano ha scalato le gerarchie nel centrocampo di Pirozzi. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria?

“La mia esperienza con la Polisportiva Santa Maria è stata fantastica. È una società ben organizzata e molto ambiziosa, e la squadra è composta da giocatori fortissimi e persone fantastiche”.

Qual è l’arma vincente, secondo te, di questa squadra?

“L’arma vincente di questa squadra per me è soprattutto il gruppo, ma anche la qualità dei singoli conta molto. Ovviamente poi ci sta tutta l’organizzazione che ci permette di stare sempre sereni e dare il meglio di noi”.

Come nasce la tua passione per il calcio?

“La mia è una passione che porto già da quando sono nato, perché a mio padre piace molto il calcio e quindi ho iniziato a giocare già da bambino”.

Qual è il tuo momento calcistico più bello che puoi raccontarci?

“Di momenti calcistici belli ce ne sono stati tanti, però il più bello in assoluto penso sia stato il campionato vinto con i Giovanissimi del Santa Maria”.

A quale calciatore t’ispiri?

“Sinceramente quando gioco non mi ispiro a nessuno, però il mio giocatore preferito è sicuramente Isco”.

Cosa fai quando non dai un calcio a un pallone?

“Quando non gioco di solito rimango a casa oppure esco con i miei amici”.

Il tuo messaggio in un momento così delicato per tutta la nostra Nazione?

“Il messaggio è un po’ quello che raccomandano tutti, cioè di rimanere a casa. Una volta passato questo brutto periodo ricominceremo a fare la nostra vita di sempre”.

Polisportiva Santa Maria, parla Gioacchino Cavaliere: “Due anni e mezzo bellissimi. In Serie A la mia esperienza più bella..”

Campionato fermo, allenamenti fermi. Tutto fermo. E noi allora ne approfittiamo per conoscere un pò meglio i nostri calciatori, compreso staff tecnico, partendo da Gioacchino Cavaliere, preparatore dei portieri dei giallorossi. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria?

“Sono due anni e mezzo che sono a Santa Maria, mi sono trovato bene dal primo giorno. Tutte ottime persone.”

Qual è l’arma vincente, secondo te, di questa squadra?

“Un insieme di cose. Mister Pirozzi ha portato esperienza , mentalità e sacrificio del lavoro. A questo va aggiunto un grande gruppo costruito in questi anni,  formato da giocatori validi e ragazzi perbene sempre disponibili al lavoro che gli viene proposto. Un grande Presidente e Ds, e poi tutte le persone che lavorano ogni giorno sul campo per il bene del Santa Maria.”

Come nasce la tua passione per il calcio?

“Nasce in famiglia da bambino.”

Qual è il tuo momento calcistico più bello che puoi raccontarci?

“Sono state diversi, sicuramente la stagione al Chievo Verona in A rimane un’esperienza unica.”

A quale calciatore t’ispiravi?

“Il mio idolo sin da bambino è Taglialatela.”

Cosa fai quando non dai un calcio a un pallone?

“Gestisco il mio marchio Gioks, articoli per portieri di calcio. Insomma 24 h intorno al calcio.”

Il tuo messaggio in un momento così delicato per tutta la nostra Nazione?

“Dobbiamo avere forza , coraggio e fede. Un grazie va a tutti i medici e infermieri che lavorano per tutti noi. Forza Italia.”

Polisportiva Santa Maria, la voce di capitan Fariello: “A Villa Literno la mia gioia più grande. Nesta e Samuel due monumenti del mio ruolo”

Visto lo stop ai campionati per via dell’emergenza coronavirus che sta colpendo tutta l’Italia, la Polisportiva Santa Maria ha deciso di tenere compagnia ai propri tifosi attraverso delle interviste ai calciatori. A rilasciare il suo pensiero ai nostri microfoni è Fabio Fariello, capitano della formazione giallorossa che nel suo palmarès può vantare anche la storica promozione in Eccellenza. Di seguito, ecco l’intervista integrale:

Raccontaci della tua esperienza con la Polisportiva Santa Maria?

“La mia esperienza con la Polisportiva è nata 3 anni fa ed è stata un susseguirsi di soddisfazioni. Il primo anno siamo riusciti a riportare il Santa Maria in Eccellenza con la vittoria dei playoff a Villa Literno, l’anno scorso al primo campionato di Eccellenza ci siamo giocati la vittoria del torneo fino alle ultime giornate, mentre quest’anno a 7 giornate dalla fine siamo in testa alla classifica con 5 punti di vantaggio sulla seconda. Ci tengo a sottolineare però che oltre alle grandi soddisfazioni che sto avendo dal punto di vista sportivo, sono felicissimo di aver conosciuto in questi tre anni tante belle persone che fanno parte della famiglia giallorossa, a partire dai componenti della società fino ad arrivare ai tifosi.”

Qual è l’arma vincente, secondo te, di questa squadra?

“L’arma vincente di questa squadra è senza dubbio il gruppo e la società . Un gruppo composto innanzitutto da persone perbene e da ragazzi che nel momento di difficoltà sanno tirare fuori gli attributi, cosa fondamentale per vincere le partite. Dopodiché una società che non ci fa mancare nulla, e che nei momenti più difficili sa come starci vicino.”

Come nasce la tua passione per il calcio?

“La passione per il calcio la porto con me fin da quando ero piccolo, ovviamente ha aiutato molto il fatto che anche mio padre fosse innamorato di questo sport, perciò diciamo che è un vizio di famiglia.”

Qual è il tuo momento calcistico più bello che puoi raccontarci?

“Il momento calcistico più bello è quello che ancora deve venire, però se proprio sono costretto a sceglierne uno, dico la vittoria nella finale playoff di tre anni fa. Vedere la nostra gente piangere di gioia ed in particolar modo la felicità del nostro “piccolo grande” presidente Alfonso e la festa che ne è susseguita è qualcosa che non si può spiegare.”

A quale calciatore t’ispiri?

“Non credo di ispirarmi a qualcuno, anche perché sarebbe impossibile potersi paragonare ai fenomeni che vediamo in tv. Posso solo dire che impazzivo nel veder giocare Nesta e Walter Samuel. Credo siano stati loro i più forti difensori degli ultimi 20 anni.”

Cosa fai quando non dai un calcio a un pallone?

“Credo di essere un ragazzo molto tranquillo, e quando non gioco a calcio preferisco passare il mio tempo con le persone che amo, senza però perdere mai di vista gli obiettivi nell’ambito calcistico, aspettando il prossimo allenamento o la prossima partita.”

Il tuo messaggio in un momento così delicato per tutta la nostra Nazione?

“Egoisticamente parlando credo che questa emergenza si è presentata nel momento meno opportuno visto il buon periodo che stava attraversando la squadra. Però obiettivamente queste sono cose di gran lunga più importanti del calcio, e quando tutto questo sarà finito ritornare alla normalità sarà la vittoria più grande. Mi sento solamente di dire che in questo momento così difficile, quello che tutti noi possiamo e dobbiamo fare è restare a casa e rispettare le regole. Questo ci permetterà di uscire più velocemente da questa brutta situazione, e presto ritorneremo a gioire per le cose belle della vita.”

 

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